Per fortuna c’è Kimi, perché la Ferrari è un disastro

Il mondiale di Formula 1 forse a una svolta. Lando Norris si riprende il sogno smarrito e cercando di non pensarci troppo, mette un mattoncino importante pensando alla penultima sprint stagionale. Vedremo se al via dalla pole non gli tremeranno i polsi. Potrebbe arrivare la pioggia a complicargli la vita.

Per fortuna c’è Kimi Antonelli che al suo debutto sulla pista di Interlagos sfiora la mini pole per la gara Sprint del gran premio del Brasile. Si sarà fatto ispirare da Ayrton, il suo idolo da sempre, che l’altro giorno era andato a salutare in quel paradosso di pace che è il cimitero di Morumbi. Kimi si è fermato a 97 millesimi da Norris che gli scatterà davanti con buone chance di aumentare il suo vantaggio in classifica su Piastri (3°) e Verstappen (6°), sorprendentemente in crisi. Se Kimi è stato l’uomo del giorno, la delusione del venerdì è stata la Ferrari con Hamilton eliminato in Q2 e Leclerc solo 8° a 0”482 dalla pole. Siamo alle solite, la Ferrari ha rinunciato a preparare la qualifica in mattinata, concentrandosi sulla gara e poi il risultato si è visto. L’ultima volta era andata bene a Austin con la resurrezione del sabato. Ma davvero non è possibile che la Ferrari dopo 20 gare sia ancora qui a non saper sfruttare la Sf-25. Ma quest’anno abbiamo imparato che non c’è limite al peggio nel box di Maranello.

Per fortuna non c’è solo la Ferrari di Vasseur, ma laggiù in Bahrein c’è anche quella di Antonello Coletta impegnata nell’ultima gara del campionato Wec. La Ferrari oggi si gioca il Mondiale Endurance che manca da 53 anni a Maranello. Alla 8 ore del Bahrein la 499P scatta (alle 12 italiane) davanti in classifica sia tra i Costruttori (+ 39 sulla Porsche) che tra i Piloti dove sono addirittura due coppie Ferrari in lotta. Sullo schieramento di partenza però è solo settima con Giovinazzi, ma comunque davanti alle Porsche che sono le avversarie da tenere dietro per chiudere l’anno con un titolo che sarebbe piaciuto tanto a Enzo Ferrari.

Share Button
umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.